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copertina libroIl progetto operativo del Sistema Universitario Abruzzese “Abruzzo Musica: Formazione-Ricerca-Indotto” ha avuto l’obiettivo di stimolare l’imprenditorialità e l’innovazione nel settore turistico tramite l’elaborazione di una nuova offerta musicale, culturale e creativa; esso, nel contempo, ha permesso di sperimentare la capacità che i tre Atenei regionali hanno di integrarsi come “Sistema Universitario Abruzzese”. In sinergia col capofila del progetto (l’Università degli Studi di Teramo), il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali (DILASS) dell’Ateneo di Chieti ha condotto il coordinamento demo-etno-antropologico dell’intero progetto, identificandolo nella professionalità di Lia Giancristofaro. Insomma, il DILASS è stato il “contenitore esecutivo” del progetto nell’ambito del nostro Ateneo. L’obbiettivo scientifico è stato di elaborare modelli utili a potenziare le ricadute socio-economiche delle inventariazioni e delle mappature sonore del patrimonio culturale regionale. Infatti, poiché l’ossessione dell’identità sovente caratterizza i contesti culturali in crisi, è necessario che la maggiore consapevolezza delle proprie radici culturali venga però rivolta alla loro rielaborazione sostenibile.

L’idea di un patrimonio culturale che, insieme a monumenti, musei e archivi, comprenda anche le competenze, gli stili, creatività, la capacità di avere cura dell’ambiente e di raccontarne le memorie, ha dunque sostenuto la nostra azione, che si è realizzata attraverso la docenza di importanti moduli del percorso di formazione specialistica “Network music and cultural destination manager” [1]; attraverso otto contratti di ricerca finalizzati a sostenere l’innovazione in materia di promozione e valorizzazione del patrimonio regionale culturale e musicale; attraverso l’elaborazione di testi e workshop in ambito musicologico e demo-etno-antropologico pubblicati nella piattaforma web “Abruzzo Musica”; attraverso la traduzione in inglese dei materiali presenti nella piattaforma web “Abruzzo Musica”; infine, tramite la pubblicazione del presente volume, che è riassuntivo delle metodologie usate per l’attuazione del progetto e, al tempo stesso, propositivo di nuovi sviluppi.

La globalizzazione ha complicato gli studi culturali e, al tempo stesso, li ha reso indispensabili a fini di mediazione e fluidificazione dei processi socio-politici ed economici. Se nella modernità i territori erano concepiti come “contenitori” di culture, oggi le culture hanno una dimensione più trans-locale e vanno comprese in una prospettiva relazionale e reticolare. Per questo, l’operato del DILASS ha voluto sottolineare la varietà delle dinamiche di incontro/scontro fra tradizione e innovazione, i risvolti politici dei processi di trasformazione storico-sociale, la sostenibilità/insostenibilità degli stessi e la necessità di una partecipazione pubblica alla progettazione di nuovi modi di fare economia in Abruzzo. Perciò, ringrazio Lia Giancristofaro e Eide Spedicato, direttamente coinvolte nell’esecuzione del progetto; i colleghi che hanno preso parte alle commissioni di selezione (Antonio Maturo, Giorgio Pagannone); la segretaria amministrativa del DILASS (Sandra Mammarella), il Settore Progetti Europei (Antonietta Morale) e quanti altri, nell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, hanno contribuito con professionalità e trasparenza alla riuscita di “Abruzzo Musica: Formazione-Ricerca-Indotto” in brillante sinergia con agli Atenei di Teramo e L’Aquila.

Stefano Trinchese, Direttore del DILASS


[1] La formazione erogata verteva, per esempio, sulle strategie per la produzione e valorizzazione dei beni collettivi locali; sull’inventariazione partecipativa del patrimonio culturale intangibile; sulla salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali intangibili connessi alle attività turistiche; sulla museologia digitale del patrimonio sonoro abruzzese; sul turismo culturale ed esperienziale.